Pina Sacconaghi

(Monza, 1906 – Renate 1994). Può essere annoverata tra le grandi pittrici lombarde, stimolata all’arte fin da giovane grazie alla positiva influenza della madre, Cesarina Levati, allieva di Paolo Borsa. Nel 1924 la troviamo a studiare presso la prestigiosa Accademia di Brera, dove è allieva di Camilla Rapetti, Campestrini, Cattaneo e Fei. Ai corsi di decorazione è allieva di Giuseppe Palanti e dell’incisore Guidi. Frequenta anche i corsi dell’Accademia Internazionale d’Arte a Salisburgo, fondata da Oskar Kokoscha. Gli esordi che risalgono ai primi anni trenta mostrano le suggestioni del simbolismo, che vengono tuttavia abbandonate  proprio in quel decennio a favore di un naturalismo intimista,  che non coincide con il “Novecento”  e non diventa nemmeno realismo magico, riflettendo invece le soluzioni proposte in quegli anni nelle nature morte di Dudreville  o nelle scelte di gusto de l cosìddetto “impressionismo lombardo”,   scelte gradite ad un pubblico tradizionale  che attendeva immagini luminose, ben costruite, che possono essere ricollegate, per restare nell’ambito lombardo e monzese  alle scelte di Bucci, De Grada, Frisia o Arrigoni e, in veste più moderata e “borghese” al lirismi dei chiaristi