Riccardo Colombo

(1922-2003). Riccardo Colombo nasce a Monza nel 1922. Trascorre l’infanzia tra il mulino di famiglia, oggi trasformato in museo di archeologia industriale lungo le rive del Lambro, nel cuore di Monza, e Barriano, piccola località in Brianza. Attratto dalla pratica artistica, dopo aver ottenuto la licenza liceale d’arte a Brera si iscrive nel 1947 alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, che lascia tuttavia nel 1950 per seguire la sua vera vocazione pittorica. Frequenta l’accademia di Brera sotto la scuola di Carpi e di Funi, conseguendo il diploma in pittura. Completare la sua attività espressiva ha scritto diari e poesie, ha collaborato con vari giornali occupandosi di ricerche artistiche su Monza e Brianza. Nella sua lunga carriera ha conseguito numerosi e prestigiosi riconoscimenti. “Che Colombo ami, e di un amore profondo, la Brianza e che ne sia ricambiato in ispirazione, che a questa terra sempre ritorni come a “un paese di favola”, scrigno prezioso di memorie e di sogni, per riprender animo e rifarsi il cuore, per ristorare infine e riconfermare pensieri ed effetti, lo attesta il suo percorso pittorico, ma lo ribadiscono le sue fatiche di poeta e di narratore. Con questa tensione ideale, dunque, il pittore ama riprendere le zone attorno a Nava, per esempio, o i “molli clivi di Brianza”, Missaglia e dintorni, laghi, Ello, altri paesini e borghi arrampicati lungo la strada su piramidi di verde, i cipressi di Inverigo; coi monti che, sfumati, fanno da sfondo e da corona; e sopra il cielo è di azzurro che fa festa ai colori. E ancora paesaggi morbidi che mutano d’ampiezza e di colori, ed ogni gomito di fiume, praterie ondulate, colline strisciate a terrazza di grigi e di marroni, ombrose macchie di vegetazione annotate di verdi i più diversi, campi variegati dalle colture. Colombo sa “leggere” questa terra antica, traendone gli aspetti caratteristici ed esaltandone i toni locali, gli accenti “lombardi” dei suoi colori.